Equipaggiamento per Ice Climbing

L’arrampicata su ghiaccio o Ice Climbing è un’attività molto divertente anche se presenta diversi pericoli dovuti agli ancoraggi aleatori e alla natura mutevole del ghiaccio. Si pratica su cascate di ghiaccio mentre il Dry Tooling come dice il nome stesso Dry, secco si pratica su roccia o su artificiale con la corda dall’alto.

Per praticare arrampicata su ghiaccio bisogna disporre delle seguenti attrezzature:
Due Piccozze da arrampicata su ghiaccio
Ramponi da arrampicata su ghiaccio
Due mezze corde o corde gemelle
Casco
Imbrago
Rinvii
Chiodi da ghiaccio
Cordini
Discensore, secchiello, moschettoni a ghiera

L’abbigliamento è costituito da:
Berretto o meglio sottocasco
Guanti in windstopper
Giacca in gtx o pile windstopper
Pantaloni invernali
Ghette
Calzettoni invernali
Scarponi ramponabili

Se la via di ghiaccio passa molto vicina a una parete rocciosa potete utilizzare anche le protezioni da roccia ovvero chiodi, friends, nuts che in genere offono maggiore tenuta.

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Equipaggiamento minimalista per Alpinismo invernale

Questa lista si riferisce a gite alpinistiche abbastanza facili, già effettuate in precedenza e conosciute. Non è assolutamente una lista completa. Per avere una lista completa per l’alpinismo invernale consultare l’articolo “Materiali per Alpinismo invernale”.

Zaino 35-40 lt
Mezza corda 30 m
Cordino
Ramponi
Piccozza
Imbrago
Maglietta di ricambio
Giacca
Guanti
Occhiali
Borraccia
Panino, barrette

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Trekking della Metella

MATERIALE CONSIGLIATO
scarponcini alti da escursione, con tomaia in pelle impermeabilizzata o
membrana in Gore Tex o simili, possibilmente con suole rigide in gomma (tipo
Vibram) e scarpe leggere (o sandali) da tenere nello zaino (per la sera ed il dopo
trek);
maglia intima in lana o tessuto sintetico assorbente (almeno 2 ricambi) maglia, o
camicia (in pile o lana, 2 ricambi), copricapo in lana o pile, calze spesse, giacca in
pile “wind-stopper” e/o giacca a vento;
pantaloni lunghi in tela ed eventuali corti;
una serie di indumenti di ricambio (o una tuta) chiusi in busta di plastica, ed una
mantella impermeabile che copra anche lo zaino;
utile una pila frontale con batteria nuova,
1 borraccia/bottiglia plastica da un litro.
Zaino consigliato: 40/55 litri.

Viveri
Considerato che ogni sera si cenerà normalmente in rifugio si consigliano esclusivamente viveri
“da corsa”, tipo parmigiano, tavolette energetiche, frutta fresca (il primo giorno) e
secca, cioccolato e biscotti. Non occorrono reintegratori salini. Sarà possibile, a
richiesta, far preparare dai gestori degli ostelli, panini con prosciutto, formaggio, e
simil.
Consigliato un piccolo kit per pronto soccorso personalizzato.

TAPPE DEL TREKKING
E’ stata inserita volutamente una piccola variante al presunto percorso originale: le
Gole del Salinello (il sentiero principale traversa a mezza costa sul versante M.
Girella). La bellezza del posto non poteva essere elusa, così come un ulteriore
interesse storico. Nelle gole e dintorni, infatti, sono sparse oltre 40 caverne, alcune
delle quali hanno un doppio interesse, archeologico perché vi sono stati rinvenuti i resti
dell’uomo della preistoria in diverse epoche di scavo, storico perché hanno fornito
rifugio, soprattutto nel XII e XIII secolo, ad una schiera di eremiti del cui lavoro ancora
oggi si rinvengono le tracce. Nel corso del primo giorno si potrà visitare la Grotta di S.
Angelo. Più oltre, dove le gole diventano strette e spettacolari, in alto sulla parete
destra a ca. 150 m si può scorgere l’eremo di S. Maria Scalena, raggiungibile solo da
escursionisti esperti. Si passa poi vicino ai resti dell’eremo di S. Francesco alle
Scalelle, niente di più di qualche muretto sotto uno strapiombo, e si giunge ai ruderi del
Castel Manfrino. A questo personaggio (re Manfredi) e al suo castello, sono legate
molte leggende che ancora oggi si raccolgono parlando con i vecchi ed i pastori. Esso
costituiva, insieme alla fortezza di Civitella un baluardo contro qualsiasi invasione. Il
nome del torrente Castellano e della Valle indicano chiaramente che era quella la zona
dove si incentrava il sistema difensivo del Regno di Napoli. Vista la relativa brevità del
primo giorno, potrete dedicare del tempo sia per la visita di qualche eremo che per i
ruderi del castello.
Lungo tutto il percorso di cresta del 2° giorno avrete a destra la Valle Castellana con
tutti i suoi paesi, alcuni dei quali oggi in completo abbandono. Il 3° giorno, forse il più
faticoso ma di sicuro più spettacolare, si accede alla zona dei Monti della Laga e, attraversato
il Bosco Martese, uno dei più estesi dell’Appennino, si scavalca la dorsale
vicino Cima Lepri per il presunto Guado di Annibale. La discesa per la bellissima Valle
di Selva Grande con le sue cascate, corona la fine di questo che sicuramente è il
trekking più interessante di questo volume.
L’itinerario, così come lo proponiamo, non è eccessivamente faticoso, e permette di
cenare e pernottare in comode strutture situate lungo il percorso. Il primo giorno presso
l’Ostello di Leofara, tel. 0861.93187, proprietà e info Comunità Montana della Laga,
zona “M”, Torricella Sicura, tel. 0861 59401, il secondo pernottamento offre due
alternative: Ostello di Ceppo, tel. 0861.629000, della stessa Comunità Montana, o
albergo Julia, tel. 0861.63100).

1° giorno
DISLIVELLO SALITA: 596 m
DISLIVELLO DISCESA: 134 m
TEMPO: 4.-4.30 ore
DIFFICOLTA’: E
SEGNALETICA: segnali bianco-rossi fino a Macchia da Sole
LOCALITA’ DI PARTENZA: Ripe di Civitella (611 m).
LOCALITA’ ARRIVO: Ostello di Leofara (1073 m)
Da Ripe di Civitella si prende la strada a fianco della chiesa che in ca. 1 km giunge
alla Grotta di S. Angelo. Si supera questo eremo e per un sentierino si scende al
torrente, poco a monte di una caratteristica cascata tra una stretta fenditura nella
roccia. Si continua a fianco del torrente, fin dove la gola si restringe (bolli di vernice a
volontà). Un sentierino permette il superamento di alcune pozze d’acqua (a destra, un
altro piccolo sentiero, a tratti difficile, conduce all’eremo di S. Maria Scalena), poi
bisogna guadare il torrente più volte (conviene togliere le scarpe). Dopo un attraversamento
(gola molto stretta) si giunge ad un’ampia radura; bisogna attraversare
ancora due volte e quindi iniziare a salire per un ghiaione che scende dal versante Sud
della Montagna dei Fiori. Prima per tracce di sentiero con evidenti bolli di vernice, poi
per un sentierino si supera un bivio (a sinistra si scende all’eremo di 5. Francesco a
Scalelle) e si arriva ad incrociare la mulattiera che taglia trasversalmente il versante
(777 m, 1.30 ore). Si prosegue a sinistra sino al Fosso del Lago. Lo si attraversa sul
ponticello in legno, si risalgono le svolte ed in breve si è sul crinale sul quale, a sinistra
sorgono i ruderi del Castel Manfrino (visitabili). Sul versante opposto del crinale, una
comoda mulattiera permette di raggiungere Macchia da Sole (1.30 ore, 940 m). Si
percorrono ca. 400 m di strada asfaltata poi, al termine di un gruppo di case
sottostrada, si imbocca un vecchio sentiero non più frequentato che continua a mezza
costa tra i campi incolti fino a ricongiungersi con la strada asfaltata poco prima del bivio
per Piano Maggiore. Si continua per questa ca. 600 m fino al valico (la Cona), dove
sorge l’ostello della Comunità Montana (1073 m, 1.20 ore).

2° giorno
DISLIVELLO SALITA: 691 m
DISLIVELLO DISCESA: 430 m
TEMPO: 5.30-6.30 ore
DIFFICOLTA’: E
SEGNALETICA: da Ciarelli prenderà i n. 328 e 300 (S.I.), inesistente sul resto
LOCALITA’ DI PARTENZA: Ostello di Leofara (1073 m).
LOCALITA’ DI ARRIVO: Ceppo (1334 m)
Dall’ostello (tramite un sentiero che sale dritto) si va a prendere la strada che sale sulla
cresta in direzione sud e continua verso Rocca S. Maria. Tenersi a destra al bivio per
Acquaratola (1256 m). A tratti è possibile, tagliando i tornanti, seguire la vecchia e
interessante mulattiera, soprattutto su un evidente tornante verso sinistra (ca. 6 km
dall’Ostello, 1193 m, 1.50 ore), dove si possono tagliare circa 800 m di strada (utile a
questo scopo la carta al 25.000 della SER, dove è riportato l’antico tracciato).
Poco prima di arrivare al paese, sotto Colle Bonanotte si scende dritti per prati fino alla
sottostante strada asfaltata. Dopo circa 300 m è possibile lasciare anche questa, per
un tratto, percorrendo la vecchia strada in disuso che passa sotto, a sinistra. Giunti alla
Sella Ciarelli (1010 m, bar, 1.20 ore), si prosegue per la sterrata che inizia subito a
destra della strada e costeggia il versante nord del M. della Spillara. Si continua per
sentiero, si oltrepassa l’Ara Martese, toccando la strada provinciale (1215 m) e,
mantenendosi sulla sterrata si prosegue fino alla cresta boscosa dove si incrocia
un’altra sterrata. Si prende a sinistra ed in piano si giunge a Ceppo, proprio alle spalle
dell’albergo Julia (1334 m 2.30 ore). L’Ostello è di fronte, poco più in basso a sinistra.

3° giorno
DISLIVELLO SALITA: 926 m
DISLIVELLO DISCESA: 881 m
TEMPO: 6.30/7.30 ore
DIFFICOLTA’: EE
SEGNALETICA: prenderà il n. 333 sino agli Stazzi della Morricana, nulla da qui allo
Stazzo Padula, n. 337 e 300 (S.I.) sino al Sacro Cuore
LOCALITA’ Dl PARTENZA: Ceppo (1334 m)
LOCALITA’ Dl ARRIVO: Piazzale del Sacro Cuore, 3 km ca. sopra Capricchia (1384 m)
Da Ceppo imboccare la strada che, davanti all’albergo Julia, entra nel bosco. Dopo
circa 800 m si incontra un bivio con divieti d’accesso (1356 m).
Si inizia sulla strada che va a destra, in piano (sbarra solitamente aperta), e che
attraversa il bosco Martese. In circa 6 km si giunge al termine (1.30 ore). Seguire ora il
sentiero che sale e, traversato un inciso fosso solitamente con acqua abbondante,
scende in ripida discesa. Abbassarsi pochi metri poi deviare a sinistra alla evidente
biforcazione. Il sentiero risale il versante sinistro della valle traversando di volta in volta
gli incisi fossi laterali. Traversato un ultimo fosso con evidente curva a destra, si torna
a sinistra raggiungendo il letto del fosso principale (1590 m ca., 1 ora). E’ visibile la
grande cascata che si può raggiungere lungo il torrente tra massi e grossi tronchi
caduti (attenzione con l’erba alta). Da questo punto continuare poche decine di m poi
traversare a destra alla meglio cercando l’evidente sentiero obliquo che, verso destra,
risale l’alveo portandosi nel bosco soprastante. Raggiunto il bosco si torna a salire a
sinistra su una traccia incisa tra il letto di foglie, che sale diagonalmente verso destra,
scavalca un torrentello e si avvicina ai bordi di un altro grande fosso. Su tracce non
sempre evidenti si risale comunque il non ripido sottobosco. Al termine la salita si
impenna e si sbuca fuori su una larga costa prativa (Stazzi della Morricana, ca. 1750
m, 0.30 ore).
Il rifugio dei pastori della Morricana (recentemente rinnovato) è sovrastato da un ripido
pendio compreso tra i due profondi fossi che incidono l’ampio anfiteatro. Dal Rifugio
(ca. 1750 m) salendo, ci si porta sulla destra per tracce finché si individua un sentierino
che, esile ma continuo, permette di risalire con frequenti svolte il ripido, ed a tratti
affilato dosso che sovrasta il rifugio. Superata la zona più ripida, si continua più
facilmente fino a raggiungere la dorsale principale in corrispondenza di una larga sella
(2264 m, 1.20 ore). Si scende sul versante opposto tenendosi a sinistra, sul dosso che
separa i due rami del Fosso della Solagna. Solo a tratti si trovano vaghe tracce di
sentiero che portano, tenendosi a sinistra, alla sottostante “Via Ranna” (che traversa
orizzontalmente) in corrispondenza del suo attraversamento del fosso (2043 m). Ora a
sinistra per questa fino al fosso che precede lo Stazzo Padula, in prossimità di quello di
Selva Grande (1902 m, 0.40 ore). Non traversarlo ma scendere a destra, seguendo il
sentiero che, traversato il fosso principale si porta sul versante opposto, risale, traversa
il Fosso della Pacina e continua fino alla sella q 1803 m. Discesa ripidamente la costa
di Balzi Classette, il sentiero torna in piano tenendosi sempre sul versante di sinistra
della valle, supera la sella di Colle del Vento e raggiunge la sterrata dell’ENEL che si
segue a sinistra fino all’ampio piazzale del Sacro Cuore (1384 m, 1.40 ore).

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Ciaspolate: divertirsi sulla neve

Esistono molti modi di vivere la montagna in inverno e divertirsi tra cui sci, scialpinismo, snowboard, alpinismo, ice climbing, sci di fondo, ciaspolate o semplicemente rilassarsi nel centro benessere di un albergo in montagna.

Le escursioni sulla neve con le ciaspole rappresentano sicuramente il modo più facile e divertente per vivere le emozioni che solo il paesaggio innevato può offrire. Lunghe passeggiate nei boschi alla ricerca delle tracce ben evidenti lasciate dalla fauna locale, fiaccolate notturne, paesaggi mozzafiato.

Vediamo che tipo di equipaggiamento serve per partecipare alle ciaspolate.
L’abbigliamento deve essere caldo e impermeabile. Una buona giacca impermeabile, un pile e le ghette per evitare l’ingresso della neve negli scarponi. Gli scarponi devono essere impermeabili e i calzettoni invernali in modo da mantenere il piede caldo e asciutto. Un paio di guanti e un berretto di lana o pile completano l’abbigliamento.
L’equipaggiamento tecnico consiste invece nelle ciaspole e nei bastoncini telescopici.

Tra le cispole sono da preferire quelle dotate di punte e ramponcini anteriori, che offrono una buona presa anche su neve dura e su pendii abbastanza ripidi.

Se volete gustare una bevanda calda portatevi un thermos in modo da conservare la temperatura del caffè, thè che vi siete portati.

Equipaggiamento per ciaspolate:
Ciaspole
Bastoncini telescopici
Giacca in GoreTex
Pile Polartec
Micropile
Pantaloni invernali
Calzettoni invernali
Scarponcini trekking in GTX
Ghette
Berretto in pile
Guanti windstopper o lana merino
Occhiali da sole

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Equipaggiamento minimalista per escursionismo

L’equipaggiamento che vi proponiamo è ridotto all’essenziale, al minimo indispensabile. Questo tipo di equipaggiamento è adatto a gite facili classificate T(Turistico) o E(escursionistico) che si effettuano in poche ore e in luoghi già visitati. Insomma una passegiata in montagna, rilassante e piacevole fatta d’estate a quote massimo fino a 1500 m. Sta alla vostra esperienza personale poi valutare l’equipaggiamento e se è il caso di tornare indietro casomai il tempo dovesse peggiorare.
Questo equipaggiamento, lo ripeto, è adatto a gite effettute già diverse volte, facili e senza difficoltà tecniche.

Proprio perchè la gita deve essere assolutamente all’insegna del relax il peso dello zaino deve essere ridotto al minimo. Si sconsiglia sempre di andare senza zaino perchè anche per portare una bottiglietta d’acqua dovreste tenerla in mano tuttavia se siete in più persone è un ottima idea quella di portare uno zaino ogni due persone così da alternare il trasporto.

Lo zaino deve essere da 15-20 lt non di più. Possibilmente deve avere lo schienale e gli spallacci imbottiti in mesh traspirante.

L’abbigliamento è quello estivo, pantaloni corti o a 3/4.

Le scarpe sono ottime quelle basse da avvicinamento(Approach), mountain running o un paio di scarponcini molto leggeri. Anche quelle da ginnastica però considerate che hanno meno grip.

Da bere potete portare una bottiglietta d’acqua o di gatorade, succhi di frutta. Quello che vi piace di più insomma e da mangiare un panino o barrette di cioccolata, frutta fresca.

La giacca in goretex non serve perchè se la state portando il tempo è incerto, se piove o tira vento forte tornate indietro. Qui stiamo parlando di escursioni fatte durante belle giornate estive rilassanti e piacevoli.
Un berretto leggero può servire se l’escursione si svolge quasi sempre al sole ma comunque basta bagnarsi leggermente la testa con un pò d’acqua.
Lasciate una maglietta di ricambio in auto cosi da potervi cambiare a fine escursione.

Quindi riassumendo:
Zaino 15 lt
Scarpe basse da avvicinamento
Bottiglietta d’acqua o simili
Panino, barrette, frutta fresca
Una maglietta di ricambio da lasciare in auto

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Equipaggiamento per Trekking

I Trekking sono escursioni della durata di più giorni consecutivi. Nell’affrontare un trekking bisogna quindi integrare l’equipaggiamento con vari accessori. Se si dorme nei rifugi si potrà risparmiare notevole peso dovuto alla tenda, materassino, razioni.

Ad integrazione dell’articolo Equipaggiamento completo per Escursionismo durante un trekking bisogna avere con se nello zaino:

Zaino 50-60 lt (per trekking in autonomia dove non si dorme nei rifugi)
Tenda
Sacco a pelo
Materassino
Tuta per dormire
Ricambi intimi
Stoviglie
Bicchiere d’alluminio
Posate
Fornello
Fiammiferi o accendino
Cartucce gas
Necessario per lavarsi
Sapone
Asciugamano
Mollette per stendere la biancheria
Cordino di nylon
Set riparazione tenda
Kit disinfettante per l’acqua
Fazzoletti
Carta igienica
Astuccio per igiene personale (spazzolino, dentifricio, rasoio, crema da barba, specchietto)

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Equipaggiamento completo per Escursionismo

In questo articolo proponiamo una lista completa dell’equipaggiamento per escursioni giornaliere estive effettuate a quota media, fino a circa 2000 m di altitudine.

La lista che vi proponiamo comprende molti accessori che nella maggior parte dei casi non serviranno. Sta a voi valutare cosa portare e cosa lasciare a casa in base alle previsioni del tempo, al tipo di escursione e alle vostra esperienza. Considerate comunque che una buona giacca in gore tex dovrebbe sempre stare nel fondo dello zaino.

Zaino 35-40 lt
Portafogli
Telefonino
Scarponi da trekking
Calzettoni da trekking
Pantaloni da escursionismo
Maglietta in polipropilene
Maglietta di ricambio
Micropile
Pile o maglione
Giacca gtx (Gore Tex)
Sovra pantaloni gtx
Ghette
Berretto leggero
Berretto in pile
Guanti in pile
Coltello multiuso
Bastoncini telescopici
Macchinetta fotografica
Occhiali da sole
Crema solare
Stick per labbra
Bussola
GPS
Mappa/cartina della zona
Lampada frontale
Fazzoletti
Buste di plastica
Binocolo
Fiammiferi impermeabili/antivento
Un giornale per ripararsi dal vento
Fischietto
Lacci di riserva
Cordino
Nastro adesivo
Altimetro/Contapassi
Orologio da escursionista
Acqua
Barrette, cioccolata, frutta, parmigiano
Coperta termica di emergenza
Kit di pronto soccorso

Lasciare un cambio in auto cosi da potersi cambiare al termine dell’escursione.

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Materiali per Boulder

Il Boulder è l’arrampicata su massi o sassi che si sviluppano poco in altezza ma presentano passaggi estremamente difficili. Per protezione non si usano l’imbrago e la corda bensì un materassino a terra che attutisce l’urto in caso di caduta. Si possono utilizzare anche diversi materassi sovrapposti e le persone che guardano possono parare la caduta con le mani.
I materassini da boulder si chiamano crash pad e presentano diversi accorgimenti per agevolarne il trasporto, sono piegabili a metà e sono dotati di diverse cinghie. ALcuni modelli possono essere trasportati come uno zaino.

Al contrario dell’arrampicata che necessita di diversi materiali nel boulder sevono solo un paio di scarpette e il crash pad.
In dettaglio:

Crash Pad
Scarpette da arrampicata
Sacchetto portamagnesite

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Leggere le etichette delle corde

Quando si aquista una corda da alpinismo è sempre presente un’etichetta che ne illustra le caratteristiche. E’importante saper leggere questa etichetta per rendersi conto se la corda è adatta all’utilizzo che ne faremo e se rispecchia le nostre aspettative.

TIPO DI CORDA
La corda può essere intera 1, mezza 1/2 o gemella indicata da due cerchi.

NUMERO DI FILI
E’ il numero di fili che compongono l’anima della corda.

PESO AL METRO
E’ il peso della corda calcolato al metro, una corda più leggera è più maneggevole e più agevole da trasportare.

FORZA DI ARRESTO
Più è bassa meno contraccolpo prenderà l’arrampicatore alla fine del volo.

DIAMETRO
Indica il diametro della corda.

NUMERO DI CADUTE UIAA
E’ il numero di cadute che la corda può sopportare prima di rompersi.

SCORRIMENTO DELLA CALZA
E’ lo scorrimento della calza rispetto all’anima interna della corda.

RESISTENZA CADUTA FATTORE 1,77 SU SPIGOLO 0,75 mm DI RAGGIO
Indica se la corda resiste a una caduta su spigolo tagliente oppure no.

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Materiali per Arrampicata sportiva

I materiali per arrampicata sportiva sono veramente pochi e non eccesivamente costosi. L’abbigliamento deve essere il più leggero possibile dato che di solito si arrampica d’estate e molte volte su pareti esposte al sole. Inoltre non deve impedire nei movimenti. I pantaloni a 3/4 insieme a una maglietta a mezze maniche sono ideali.

Lequipaggiamento tecnico consiste invece nelle seguenti attrezzature:

1 x Corda intera
2 x Imbrago
2 x Scarpette da arrampicata
2 x Sacchetto portamagnesite
2 x Moschettone a ghiera
1 x Gri gri Petzl
12 x Rinvii

La corda intera è contraddistinta dal simbolo 1, il suo diameto varia dalle più sottili 9,1 mm fino alle più spesse 11 mm. Ovviamente le corde molto sottili sono riservate agli esperti, anche perchè apparecchi come il Gri Gri hanno difficoltà a bloccare con corde troppo sottili. Per scalate di medio-alto livello le corde da 10,2 mm sono ottime. La lunghezza deve essere 60 o 70 metri. Attenzione in caso di corda di 60 metri valutare la lunghezza della via.

Servono due imbraghi. Uno per chi assicura e l’altro per chi sale da primo. L’imbrago deve essere innanzitutto comodo. Purtroppo per verificare la effettiva comodità di un imbrago si deve effettuare una prova in sospensione, cosa che in negozio non è possibile. Poi deve avere quattro portamateriali. Gli imbraghi con cosciali regolabili sono più pesanti ma hanno il vantaggio di poter essere regolati, sono adatti soprattutto per alpinismo. Molti imbraghi sono dotati del sistema di chiusura double back che evita di sbagliarsi.

Le scarpette da arrampicata vanno prese di norma più strette della misura normale. La Sportiva almeno due numeri in meno, Boreal e Five Ten un numero in meno o anche precise. Poi dipende da molti fattori tra cui la calzata, la forma del piede, il livello raggiunto, il tipo di arrampicata.

Un moschettone a ghiera serve per collegare il Gri Gri all’imbrago di chi assicura, l’altro moschettone sempre HMS lo porta con se il primo perchè se arrivato in catena dovesse trovare l’anello chiuso deve effettuare una manovra dove gli occorre una ghiera.

Il GriGri della Petzl è l’assicuratore più usato perchè è semplicissimo da usare inoltre è autobloccante. Quindi nel caso in cui l’assicuratore dovesse svenire continua a bloccare in caso di caduta.

I rinvii sono costituiti da due moschettoni e una fettuccia express. Di solito 10-12 rinvvi sono sufficienti. Prima di iniziare ad arrampicare si contano gli spit cosi da sapere quanti rinvii bisogna portarsi, un paio in più poi fanno sempre comodo.

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