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AlpinismoInvernale.com » Trekking della Metella

Trekking della Metella

MATERIALE CONSIGLIATO
scarponcini alti da escursione, con tomaia in pelle impermeabilizzata o
membrana in Gore Tex o simili, possibilmente con suole rigide in gomma (tipo
Vibram) e scarpe leggere (o sandali) da tenere nello zaino (per la sera ed il dopo
trek);
maglia intima in lana o tessuto sintetico assorbente (almeno 2 ricambi) maglia, o
camicia (in pile o lana, 2 ricambi), copricapo in lana o pile, calze spesse, giacca in
pile “wind-stopper” e/o giacca a vento;
pantaloni lunghi in tela ed eventuali corti;
una serie di indumenti di ricambio (o una tuta) chiusi in busta di plastica, ed una
mantella impermeabile che copra anche lo zaino;
utile una pila frontale con batteria nuova,
1 borraccia/bottiglia plastica da un litro.
Zaino consigliato: 40/55 litri.

Viveri
Considerato che ogni sera si cenerà normalmente in rifugio si consigliano esclusivamente viveri
“da corsa”, tipo parmigiano, tavolette energetiche, frutta fresca (il primo giorno) e
secca, cioccolato e biscotti. Non occorrono reintegratori salini. Sarà possibile, a
richiesta, far preparare dai gestori degli ostelli, panini con prosciutto, formaggio, e
simil.
Consigliato un piccolo kit per pronto soccorso personalizzato.

TAPPE DEL TREKKING
E’ stata inserita volutamente una piccola variante al presunto percorso originale: le
Gole del Salinello (il sentiero principale traversa a mezza costa sul versante M.
Girella). La bellezza del posto non poteva essere elusa, così come un ulteriore
interesse storico. Nelle gole e dintorni, infatti, sono sparse oltre 40 caverne, alcune
delle quali hanno un doppio interesse, archeologico perché vi sono stati rinvenuti i resti
dell’uomo della preistoria in diverse epoche di scavo, storico perché hanno fornito
rifugio, soprattutto nel XII e XIII secolo, ad una schiera di eremiti del cui lavoro ancora
oggi si rinvengono le tracce. Nel corso del primo giorno si potrà visitare la Grotta di S.
Angelo. Più oltre, dove le gole diventano strette e spettacolari, in alto sulla parete
destra a ca. 150 m si può scorgere l’eremo di S. Maria Scalena, raggiungibile solo da
escursionisti esperti. Si passa poi vicino ai resti dell’eremo di S. Francesco alle
Scalelle, niente di più di qualche muretto sotto uno strapiombo, e si giunge ai ruderi del
Castel Manfrino. A questo personaggio (re Manfredi) e al suo castello, sono legate
molte leggende che ancora oggi si raccolgono parlando con i vecchi ed i pastori. Esso
costituiva, insieme alla fortezza di Civitella un baluardo contro qualsiasi invasione. Il
nome del torrente Castellano e della Valle indicano chiaramente che era quella la zona
dove si incentrava il sistema difensivo del Regno di Napoli. Vista la relativa brevità del
primo giorno, potrete dedicare del tempo sia per la visita di qualche eremo che per i
ruderi del castello.
Lungo tutto il percorso di cresta del 2° giorno avrete a destra la Valle Castellana con
tutti i suoi paesi, alcuni dei quali oggi in completo abbandono. Il 3° giorno, forse il più
faticoso ma di sicuro più spettacolare, si accede alla zona dei Monti della Laga e, attraversato
il Bosco Martese, uno dei più estesi dell’Appennino, si scavalca la dorsale
vicino Cima Lepri per il presunto Guado di Annibale. La discesa per la bellissima Valle
di Selva Grande con le sue cascate, corona la fine di questo che sicuramente è il
trekking più interessante di questo volume.
L’itinerario, così come lo proponiamo, non è eccessivamente faticoso, e permette di
cenare e pernottare in comode strutture situate lungo il percorso. Il primo giorno presso
l’Ostello di Leofara, tel. 0861.93187, proprietà e info Comunità Montana della Laga,
zona “M”, Torricella Sicura, tel. 0861 59401, il secondo pernottamento offre due
alternative: Ostello di Ceppo, tel. 0861.629000, della stessa Comunità Montana, o
albergo Julia, tel. 0861.63100).

1° giorno
DISLIVELLO SALITA: 596 m
DISLIVELLO DISCESA: 134 m
TEMPO: 4.-4.30 ore
DIFFICOLTA’: E
SEGNALETICA: segnali bianco-rossi fino a Macchia da Sole
LOCALITA’ DI PARTENZA: Ripe di Civitella (611 m).
LOCALITA’ ARRIVO: Ostello di Leofara (1073 m)
Da Ripe di Civitella si prende la strada a fianco della chiesa che in ca. 1 km giunge
alla Grotta di S. Angelo. Si supera questo eremo e per un sentierino si scende al
torrente, poco a monte di una caratteristica cascata tra una stretta fenditura nella
roccia. Si continua a fianco del torrente, fin dove la gola si restringe (bolli di vernice a
volontà). Un sentierino permette il superamento di alcune pozze d’acqua (a destra, un
altro piccolo sentiero, a tratti difficile, conduce all’eremo di S. Maria Scalena), poi
bisogna guadare il torrente più volte (conviene togliere le scarpe). Dopo un attraversamento
(gola molto stretta) si giunge ad un’ampia radura; bisogna attraversare
ancora due volte e quindi iniziare a salire per un ghiaione che scende dal versante Sud
della Montagna dei Fiori. Prima per tracce di sentiero con evidenti bolli di vernice, poi
per un sentierino si supera un bivio (a sinistra si scende all’eremo di 5. Francesco a
Scalelle) e si arriva ad incrociare la mulattiera che taglia trasversalmente il versante
(777 m, 1.30 ore). Si prosegue a sinistra sino al Fosso del Lago. Lo si attraversa sul
ponticello in legno, si risalgono le svolte ed in breve si è sul crinale sul quale, a sinistra
sorgono i ruderi del Castel Manfrino (visitabili). Sul versante opposto del crinale, una
comoda mulattiera permette di raggiungere Macchia da Sole (1.30 ore, 940 m). Si
percorrono ca. 400 m di strada asfaltata poi, al termine di un gruppo di case
sottostrada, si imbocca un vecchio sentiero non più frequentato che continua a mezza
costa tra i campi incolti fino a ricongiungersi con la strada asfaltata poco prima del bivio
per Piano Maggiore. Si continua per questa ca. 600 m fino al valico (la Cona), dove
sorge l’ostello della Comunità Montana (1073 m, 1.20 ore).

2° giorno
DISLIVELLO SALITA: 691 m
DISLIVELLO DISCESA: 430 m
TEMPO: 5.30-6.30 ore
DIFFICOLTA’: E
SEGNALETICA: da Ciarelli prenderà i n. 328 e 300 (S.I.), inesistente sul resto
LOCALITA’ DI PARTENZA: Ostello di Leofara (1073 m).
LOCALITA’ DI ARRIVO: Ceppo (1334 m)
Dall’ostello (tramite un sentiero che sale dritto) si va a prendere la strada che sale sulla
cresta in direzione sud e continua verso Rocca S. Maria. Tenersi a destra al bivio per
Acquaratola (1256 m). A tratti è possibile, tagliando i tornanti, seguire la vecchia e
interessante mulattiera, soprattutto su un evidente tornante verso sinistra (ca. 6 km
dall’Ostello, 1193 m, 1.50 ore), dove si possono tagliare circa 800 m di strada (utile a
questo scopo la carta al 25.000 della SER, dove è riportato l’antico tracciato).
Poco prima di arrivare al paese, sotto Colle Bonanotte si scende dritti per prati fino alla
sottostante strada asfaltata. Dopo circa 300 m è possibile lasciare anche questa, per
un tratto, percorrendo la vecchia strada in disuso che passa sotto, a sinistra. Giunti alla
Sella Ciarelli (1010 m, bar, 1.20 ore), si prosegue per la sterrata che inizia subito a
destra della strada e costeggia il versante nord del M. della Spillara. Si continua per
sentiero, si oltrepassa l’Ara Martese, toccando la strada provinciale (1215 m) e,
mantenendosi sulla sterrata si prosegue fino alla cresta boscosa dove si incrocia
un’altra sterrata. Si prende a sinistra ed in piano si giunge a Ceppo, proprio alle spalle
dell’albergo Julia (1334 m 2.30 ore). L’Ostello è di fronte, poco più in basso a sinistra.

3° giorno
DISLIVELLO SALITA: 926 m
DISLIVELLO DISCESA: 881 m
TEMPO: 6.30/7.30 ore
DIFFICOLTA’: EE
SEGNALETICA: prenderà il n. 333 sino agli Stazzi della Morricana, nulla da qui allo
Stazzo Padula, n. 337 e 300 (S.I.) sino al Sacro Cuore
LOCALITA’ Dl PARTENZA: Ceppo (1334 m)
LOCALITA’ Dl ARRIVO: Piazzale del Sacro Cuore, 3 km ca. sopra Capricchia (1384 m)
Da Ceppo imboccare la strada che, davanti all’albergo Julia, entra nel bosco. Dopo
circa 800 m si incontra un bivio con divieti d’accesso (1356 m).
Si inizia sulla strada che va a destra, in piano (sbarra solitamente aperta), e che
attraversa il bosco Martese. In circa 6 km si giunge al termine (1.30 ore). Seguire ora il
sentiero che sale e, traversato un inciso fosso solitamente con acqua abbondante,
scende in ripida discesa. Abbassarsi pochi metri poi deviare a sinistra alla evidente
biforcazione. Il sentiero risale il versante sinistro della valle traversando di volta in volta
gli incisi fossi laterali. Traversato un ultimo fosso con evidente curva a destra, si torna
a sinistra raggiungendo il letto del fosso principale (1590 m ca., 1 ora). E’ visibile la
grande cascata che si può raggiungere lungo il torrente tra massi e grossi tronchi
caduti (attenzione con l’erba alta). Da questo punto continuare poche decine di m poi
traversare a destra alla meglio cercando l’evidente sentiero obliquo che, verso destra,
risale l’alveo portandosi nel bosco soprastante. Raggiunto il bosco si torna a salire a
sinistra su una traccia incisa tra il letto di foglie, che sale diagonalmente verso destra,
scavalca un torrentello e si avvicina ai bordi di un altro grande fosso. Su tracce non
sempre evidenti si risale comunque il non ripido sottobosco. Al termine la salita si
impenna e si sbuca fuori su una larga costa prativa (Stazzi della Morricana, ca. 1750
m, 0.30 ore).
Il rifugio dei pastori della Morricana (recentemente rinnovato) è sovrastato da un ripido
pendio compreso tra i due profondi fossi che incidono l’ampio anfiteatro. Dal Rifugio
(ca. 1750 m) salendo, ci si porta sulla destra per tracce finché si individua un sentierino
che, esile ma continuo, permette di risalire con frequenti svolte il ripido, ed a tratti
affilato dosso che sovrasta il rifugio. Superata la zona più ripida, si continua più
facilmente fino a raggiungere la dorsale principale in corrispondenza di una larga sella
(2264 m, 1.20 ore). Si scende sul versante opposto tenendosi a sinistra, sul dosso che
separa i due rami del Fosso della Solagna. Solo a tratti si trovano vaghe tracce di
sentiero che portano, tenendosi a sinistra, alla sottostante “Via Ranna” (che traversa
orizzontalmente) in corrispondenza del suo attraversamento del fosso (2043 m). Ora a
sinistra per questa fino al fosso che precede lo Stazzo Padula, in prossimità di quello di
Selva Grande (1902 m, 0.40 ore). Non traversarlo ma scendere a destra, seguendo il
sentiero che, traversato il fosso principale si porta sul versante opposto, risale, traversa
il Fosso della Pacina e continua fino alla sella q 1803 m. Discesa ripidamente la costa
di Balzi Classette, il sentiero torna in piano tenendosi sempre sul versante di sinistra
della valle, supera la sella di Colle del Vento e raggiunge la sterrata dell’ENEL che si
segue a sinistra fino all’ampio piazzale del Sacro Cuore (1384 m, 1.40 ore).

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