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AlpinismoInvernale.com

Materiali per Alpinismo invernale

Andare in montagna d’inverno è un gioco per esperti per via dei vari pericoli oggettivi presenti. Lo scopo di questo articolo non è di illustrare le tecniche di progressione con piccozza e ramponi ne di fornire nozioni di nivologia e valanghe bensì di fornire una lista dell’abbigliamento e equipaggiamento necessari per affrontare una salita in inverno.

L’abbigliamento deve essere caldo, tecnico e funzionale. Deve proteggere dagli elementi esterni quali vento, neve e pioggia. Le temperature possono essere veramente rigide, specialmente in presenza di vento e quindi l’abbigliamento deve essere molto tecnico.

Scarponcini ramponabili
Calzettoni invernali
Ghette
Pantaloni invernali
Sovrapantaloni impermeabili
Maglietta in polipropilene
Micropile
Pile Windstopper o Polartec o piumino
Giacca impermeabile e antivento
Guanti in pile
Guanti impermeabili con imbottitura termica
Berretto in pile
Mascherina in neoprene
Occhiali da sole
Maschera da sci

Equipaggiamento tecnico:
Ramponi classici 12 punte
Piccozza
Chiodi da ghiaccio
Mezza corda
Casco
Imbrago
Cordini
Fettucce
Moschettoni a ghiera
Rinvii
Sonda
Pala
ARVA (Apparecchio di Ricerca in VAlanghe)

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Materiali per Alpinismo estivo

Durante un’ uscita di alpinismo nello zaino si deve sempre avere una giacca impermeabile, dei guanti e un berretto in quanto anche se è una giornata calda in montagna il tempo cambia rapidamente e non bisogna farsi prendere alla sprovvista.
Lo zaino per un uscita giornaliera deve essere 30-35 litri. Zaini più grandi sono troppo ingombranti.

Fatta questa piccola premessa passiamo ad elencare una lista dei materiali e attrezzature tecniche.

Casco
Imbrago
Sacchetto portamagnesite
Mezze corde
Scarpette da arrampicata
Dadi/Nuts
Friend
Chiodi
Martello
Cavadadi
Cordino per longe
Cordini
Fettucce
Moschettoni a ghiera
Rinvii
Piastrina
Secchiello
Coltello

Nello zaino potete riporre anche qualche barretta energetica o frutta fresca, una borraccia e la macchina fotografica. Occhiali da sole e crema solare.

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Da Ripe di Civitella a Macchia da Sole

Collegamenti: Da Ascoli Piceno prendere la strada Ascoli-Teramo fino al bivio per Ripe. Seguire le indicazioni per Grotta S.Angelo.

Punto di partenza: Ripe di Civitella
Difficoltà: E
Dislivello: 320 m
Tempo salita: 3.30 ore
Tempo discesa: 2 ore
Cartografia: Carta dei sentieri dei Monti Gemelli 1:25000

Itinerario molto bello che tocca diversi punti d’interesse: Grotta S.Angelo, la cascata Lu Cacchema, l’eremo di S.Maria Scalena, le Gole del Salinello e Castel Manfrino.
L’itinerario completo può essere percorso in 5.30-6 ore tralasciando di visitare con attenzione i vari punti di interesse. Se invece volete visitare la Grotta S.Angelo e gli altri punti d’interesse con maggiore attenzione è consigliabile ritornarci più volte.
Da Ripe seguire le indicazioni per Grotta S.Angelo, prendere la strada brecciata fino al parcheggio e lasciare l’auto. Il sentiero ben evidente scende fino alla Grotta S.Angelo, molto interessante da visitare e meta principale dell’itinerario. Proseguire lungo il sentierino ed arrivati in prossimità dei gradini, una volta scesi, se si vuole visitare la cascata prendere un sentiero poco evidente che va a sinistra. Il sentiero è abbastanza scosceso e non adatto ai bambini. Una volta raggiunta la cascata e scattata qualche foto risalire il sentierino e riprendere il percorso principale che in breve tempo porta alle gole del Salinello. Attraversato il torrente si giunge ad un cartello che indica la deviazione per l’eremo di S.Maria Scalena. Il sentiero per l’eremo non è adatto ai bambini o a escursionisti non esperti. Presenta infatti tratti esposti ed è attrezzato con cavi d’acciaio a volte fissati male. Il sentiero può essere classificato EEA.
Proseguire fino ad arrivare alle rovine di Castel Manfrino e da qui a Macchia da Sole.

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Cascate della Volpara e della Prata

Collegamenti: Da Ascoli Piceno strada Salaria fino ad Acquasanta fino al bivio per Umito.

Punto di partenza: Umito
Difficoltà: E
Dislivello: 512 m
Tempo salita: 2.30 ore
Tempo discesa: 2 ore
Cartografia: Carta dei sentieri Parco Nazionale dei Monti della Laga 1:25000

Da Umito prendere strada sterrata a destra fino a uno slargo dove si trova un ponticello. Parcheggiare l’auto qui. Il sentiero è ben evidente e prosegue fino alle cascate della Volpara, un alternativa più breve è prendere il bivio per la cascata della Prata.
L’itinerario molto suggestivo si svolge quasi totalmente in ombra. Le cascate sono molto belle e degne di essere fotografate.

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Da Ceppo a Pizzo di Moscio

Collegamenti: Da Ascoli Piceno, uscita P.ta Cartara, per Valle Castellana.

Punto di partenza: Ceppo
Difficoltà: EE
Dislivello: 1047 m
Tempo salita: 4 ore
Tempo discesa: 2 ore
Cartografia: Carta dei sentieri Parco Nazionale dei Monti della Laga 1:25000 SER

Dal piazzale principale dove si trova l’albergo-ristorante Julia proseguire fino al campeggio e parcheggiare. Seguire le indicazioni dei cartelli per Pizzo di Moscio. Seguire il sentiero molto evidente fino alla sella del Lago dell’Orso (1811 m). Seguire la cresta fino alla vetta di Pizzo di Moscio (2411 m).

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Cascate della Morricana

Collegamenti: Da Ascoli Piceno, uscita P.ta Cartara, per Valle Castellana.

Punto di partenza: Ceppo
Difficoltà: EE
Dislivello: 480 m
Tempo complessivo: 6 ore
Cartografia: Carta dei sentieri Parco Nazionale dei Monti della Laga 1:25000 SER

Dal piazzale principale dove si trova l’albergo-ristorante Julia proseguire fino al campeggio e parcheggiare. Seguire le indicazioni dei cartelli per le cascate della Morricana. Il sentiero è ben evidente e dove termina il sentiero sono presenti segni rossi sugli alberi.
L’itinerario si svolge tutto in ombra, quindi è consigliato nei caldi giorni estivi. La cascata della Morricana alta circa 40 m è imponente e splendida. Alla sua base è bello organizzare un picnic portandosi frutta fresca, panini, salumi, birra e vino a volontà.
Se si vuole evitare di camminare parecchio il primo tratto è percorribile in automobile previa pagamento di un ticket. In tal caso l’escursione può essere classificata E.

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Da Forca Canapine ai Pantani

Collegamenti: Da Ascoli Piceno Salaria SS 4 fino a 2 Km oltre Trisungo, poi bivio per Forca Canapine.

Punto di partenza: F. Canapine
Difficoltà: T
Dislivello: 173 m
Tempo di salita: 1.30 ore
Tempo di discesa: 1.00 ore
Cartografia: Carta dei sentieri Parco Nazionale dei Monti Sibillini 1:25000 SER

Itinerario facilissimo, molto breve e privo di difficoltà. Molto bello anche d’inverno per lo sci di fondo o con le ciaspole. I piccoli laghetti sono molto caratteristici.

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Variante dell’Infernaccio: Cascata del Rio

Collegamenti: Da Ascoli Piceno prendere la Salaria SS 4 fino a Mozzano, poi bivio per Rocca Fluvione, Montemonaco, Isola di S.Biagio, Rubbiano. Da qui proseguire per circa due chilometri fino al parcheggio.

Punto di partenza: Rubbiano
Difficoltà: E
Dislivello: 466 m
Tempo di salita: 2.00 ore
Tempo di discesa: 1.30 ore
Cartografia: Carta dei sentieri Parco Nazionale dei Monti Sibillini 1:25000 SER

Variante interessante del classico percorso che porta alle sorgenti del Tenna. Dalla zona delle Pisciarelle attraversare il ponticello, proseguire lungo il sentiero fino a un bivio che sale a destra per l’eremo di S. Leonardo (1128 m). Volgendo le spalle all’eremo prendere il sentiero che entra nel bosco e proseguire tenendosi sulla sinistra fino ad arrivare dopo circa 30 minuti alla Cascata del Rio.

D’inverno sconsigliabile per il pericolo di valanghe.

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Infernaccio: da Rubbiano alle Sorgenti del Tenna

Collegamenti: Da Ascoli Piceno prendere la Salaria SS 4 fino a Mozzano, poi bivio per Rocca Fluvione, Montemonaco, Isola di S.Biagio, Rubbiano. Da qui proseguire per circa due chilometri fino al parcheggio.

Punto di partenza: Rubbiano
Difficoltà: E
Dislivello: 352 m
Tempo di salita: 2.30 ore
Tempo di discesa: 2.00 ore
Cartografia: Carta dei sentieri Parco Nazionale dei Monti Sibillini 1:25000 SER

Escursione facile e molto bella ideale da fare in estate durante giorni caldi e afosi. L’itinerario si svolge in un’ambiente sempre ombreggiato, lungo il fiume Tenna. La gola dell’Infernaccio con le ripide pareti a strapiombo è un ambiente fresco anche durante i mesi estivi più caldi. Inoltre raggiunte le sorgenti del Tenna ci si può rinfrescare con acqua ghiacciata grazie alla fontanella. Il sentiero è evidente e non presenta alcun tipo di difficoltà. Adatta a tutti.
Dalla zona delle Pisciarelle, molto caratteristica e simpatica per via dell’effetto doccia con miriadi di goccioline d’acqua che cadono dall’alto, proseguire attraversando il ponticello e poi lungo il sentiero fino ad arrivare alle gole dell’infernaccio.

Da evitare assolutamente in Inverno per il pericolo delle valanghe.

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Dalla Capanna Ghezzi per Forca Viola e la Cima del Redentore. Disesa per il Lago di Pilato

Collegamenti: Da Ascoli Piceno prendere la Salaria SS 4 fino a Trisungo, girare a destra al bivio per Forca di Presta. Prendere la strada che va a Castelluccio e girare a destra circa 500 metri prima di arrivare al paese. Seguire la strada brecciata fino alla capanna Ghezzi.

Punto di partenza: Capanna Ghezzi
Difficoltà: EE
Dislivello: 1100 m
Tempo di salita: 3.00 ore
Tempo di discesa: 3.30 ore
Cartografia: Carta dei sentieri Parco Nazionale dei Monti Sibillini 1:25000 SER

Bellissimo itinerario molto panoramico, si svolge infatti prevalentemente in cresta con scorci molto belli sul sottostante Lago di Pilato e sul Pizzo del Diavolo, meta di arrampicatori. Da Capanna Ghezzi prendere il sentiero fino a Forca Viola e da li proseguire fino alla cresta che porta alla Cima del Redentore. Raggiungere il Rif. Zilioli e scendere per il ghiaione verso il Lago di Pilato. Il Lago di Pilato è l’unico lago naturale delle Marche e nelle sue acque vive un crostaceo il Chirocefalo del Marchesoni, piccolo gamberetto di colore rosso che nuota col ventre verso l’alto. Questo crostaceo è presente solo nelle acque del Lago di Pilato. Prendere il sentiero che porta a Foce e lasciarlo a un bivio che sale sulla sinistra che ci riporta a Forca Viola.

D’inverno bisogna porre molta attenzione in cresta per via delle cornici.

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